Cinema indipendente italiano (1961-1976): una storia minore? Introduzione
Parole chiave:
Storiografia del cinema, cinema indipendente italiano, cinema sperimentale, Paolo Bertetto, Adriano ApràAbstract
ITA
Questo studio analizza i regimi discorsivi attraverso i quali il Cinema Indipendente Italiano (cii), attivo tra il 1961 e il 1977, è stato definito, marginalizzato o rimosso dalle storiografie italiane tra il 1970 e il 1982. A partire da un insieme selezionato di testi critici e storiografici, l’indagine si articola attorno a due domande principali: quali regimi discorsivi hanno reso possibile – o impedito – l’enunciazione del cii come oggetto epistemico? E in che modo queste configurazioni riflettono tensioni epistemiche, ideologiche e ontologiche interne alla storiografia cinematografica italiana? Il metodo adottato integra una lettura diacronica, che segue lo sviluppo e le trasformazioni dei discorsi nel tempo, con un’analisi trasversale, che ne mette in relazione le posizioni teoriche, le categorie interpretative e le soglie di legittimazione. Il cii emerge così non tanto come oggetto da reintegrare retrospettivamente nella storia del cinema, quanto come campo discorsivo attivo, capace di interferire con le logiche stesse della visibilità storica. La sua presenza intermittente, instabile e non riconducibile alle categorie prevalenti tra anni Settanta e primi Ottanta mette in tensione i presupposti della narrazione storiografica e sollecita una ridefinizione del rapporto tra pratiche critiche, atti di memoria e costruzione del sapere storico.
ENG
This study examines the discursive regimes through which Italian Independent Cinema (cii), active between 1961 and 1977, has been defined, marginalized, or erased in Italian film historiographies produced between 1970 and 1982. Based on a selected body of critical and historiographic texts, the investigation revolves around two core questions: which discursive conditions have enabled—or obstructed—the articulation of cii as a historical object? And how do these configurations reflect epistemic, ideological, and ontological tensions within Italian film historiography?
The methodological approach combines a diachronic reading, which traces the development and transformation of discourses over time, with a transversal analysis that relates theoretical frameworks, interpretive categories, and thresholds of legitimacy. Within this framework, cii emerges not as an object to be retrospectively integrated into the history of cinema, but as an active discursive field—one that disrupts conventional logics of historical visibility. Its intermittent, unstable presence—irreducible to the prevailing categories of the Seventies and early Eighties—puts pressure on historiographical assumptions and invites a redefinition of the relationship between critical practices, acts of memory, and the production of historical knowledge.