L’Africa coloniale fuoricampo nell’età dell’oro del cinema italiano (1949-76)
Parole chiave:
cinema coloniale, cinema italiano, studi postcoloniali, SomaliaAbstract
ITA
Se la ridotta produzione cinematografica che mette a tema l’esperienza e le eredità dell’espansionismo coloniale italiano è stata oggetto in passato di mappature e analisi, un’attenzione finora scarsa è stata riservata ai progetti non realizzati. Questo saggio intende in parte colmare questo vuoto, dando conto sommariamente dei progetti messi in cantiere negli anni della cosiddetta golden age del cinema italiano (1949-76) e soffermandosi in particolare sui quattro maggiormente strutturati di cui è possibile trovare traccia nei fondi della Direzione Generale dello Spettacolo dell’ex-Ministero del Turismo e Spettacolo e nella trade press d’epoca: La scorciatoia (Tempo d’uccidere) (1952-53), Il paradiso all’ombra delle spade (1959-63), aoi (1967-68) e Ti saluto, vado in Abissinia (1969-71), che avrebbero dovuto essere diretti da Marcello Pagliero, Valerio Zurlini, Folco Quilici e Luigi Magni. Le vicende dei quattro progetti presentano elementi di specificità, condizionati dai diversi cabotaggi delle compagini produttive e artistiche alla loro base e dalle differenti fasi storiche in cui furono concepiti. Si evincono tuttavia elementi di comunanza, che per un verso rimandano alla maggiore complessità organizzativa e al più significativo esborso finanziario connesso a progetti, come questi, che potevano richiedere la realizzazione di set anche in esterni dal vero, in paesi africani, rispetto a un prodotto italiano medio; dall’altro, si misurano con le resistenze del mercato, e ancor più del Ministero, a riaprire una pagina della storia nazionale piena di punti ciechi e con la difficoltà di articolare una narrazione compatibile con le diverse sensibilità dello scacchiere politico-culturale e in grado di attrarre il grande pubblico.
ENG
While the limited cinematic production that addresses the experience and legacies of Italian colonial expansion has previously been the subject of mapping and analysis, little attention has been given to unrealized projects. This essay aims to partially fill this gap by briefly outlining the projects that were initiated during the so-called golden age of Italian cinema (1949-76) and focusing in particular on the four most structured ones, traces of which can be found in the archives of the Direzione Generale dello Spettacolo of the former Ministero del Turismo e dello Spettacolo and in the trade press of the time: La scorciatoia (Tempo d’uccidere) (1952-53), Il paradiso all’ombra delle spade (1959-63), aoi (1967-68), and Ti saluto, vado in Abissinia (1969-71), which were to be directed by Marcello Pagliero, Valerio Zurlini, Folco Quilici, and Luigi Magni. The stories of these four projects reveal specific elements, influenced by the different scopes of the production and artistic teams behind them, as well as by the historical periods in which they were conceived. However, common elements can be discerned, pointing on one hand to the greater organizational complexity and the more significant financial outlay associated with projects like these, which might have required the construction of real outdoor sets in African countries, compared to an average Italian production; on the other hand, they faced market resistance, and even more so from the Ministry, to reopening a chapter of national history filled with blind spots, and the difficulty of articulating a narrative compatible with the various sensibilities of the political-cultural landscape and capable of attracting a broad audience.