La circolazione digitale del cinema coloniale africano nelle piattaforme Archivio Luce e Colonial Film
Parole chiave:
cinema coloniale, cinema italiano, studi postcoloniali, SomaliaAbstract
ITA
Il presente contributo esamina la circolazione delle culture cinematografiche coloniali nell’ambito delle piattaforme digitali riconducibili a istituzioni archivistiche e accademiche europee. Il saggio propone un’analisi critica comparata delle piattaforme Archivio Luce e Colonial Film, incentrata su fattori quali design, interfaccia grafica, criteri di selezione, metadati, barriere di accesso. L’analisi della presentazione digitale nei due casi selezionati è volta a tematizzare in che misura istituzioni italiane e britanniche agiscano come information gatekeepers (Gracy 2007) nella circolazione dei film coloniali e come memory agents (Brunow 2017) nella formazione delle loro storiografie.
Il tema dell’accesso digitale ai film coloniali pone una serie di questioni di natura archivistica ed etica, a partire dalla proprietà materiale e legale dei documenti audivisivi e dai diritti di licensing sui contenuti digitalizzati. Questa tematica invita inoltre a riflettere sulle criticità dell’inserimento dei film coloniali nel paradigma istituzionale del patrimonio cinematografico “nazionale”, ovvero sull’opportunità di considerarli come parte di un patrimonio cinematografico transnazionale o globale, in quanto testimonianza della dominazione coloniale dei paesi europei sui territori africani. Alla luce del dibattito attuale sulla restituzione delle opere d’arte ai paesi d’origine, emerge la domanda se e in che misura la presentazione digitale possa essere considerata una forma di restituzione, o se, piuttosto, non rappresenti una reiterazione di dinamiche neocoloniali. In ultima analisi, questo contributo propone una riflessione su possibili pratiche, strategie e attività archivistiche che possano contribuire a una decolonizzazione delle istituzioni della memoria e della cultura cinematografica, nonché dei sistemi di conoscenza su cui si fondano.
ENG
This contribution examines the circulation of colonial film cultures on digital platforms linked to European archival and academic institutions. The study offers a comparative critical analysis of the Archivio Luce and Colonial Film platforms, focusing on factors such as design, graphical interface, selection criteria, metadata, and accessibility. The analysis of digital curation in the two case studies aims to highlight the extent to which Italian and British institutions act as information gatekeepers (Gracy 2007) in the circulation of colonial films and as memory agents (Brunow 2017) in the formation of their historiographies.
The subject of digital access to colonial films raises a number of archival and ethical questions, starting with material and legal ownership of audiovisual documents and licensing rights for digitised content. This issue also calls for reflection on the critical aspects of including colonial films in the institutional paradigm of “national” film heritage, or rather on whether they should be considered part of a transnational or global film heritage, as evidence of European colonial domination over African territories. In light of the current debate on the restitution of artworks to their countries of origin, the question emerges as to what extent digital presentation can be considered a form of restitution, or whether it rather represents a reiteration of neocolonial dynamics. Ultimately, this contribution considers possible practices, strategies and archival activities that can contribute to the decolonisation of institutions of memory and film culture, as well as their underlying systems of knowledge.